Castagne per tutti i gusti, la ricetta dei necci pistoiesi

cover castagne

Castagne per tutti i gusti, la ricetta dei necci pistoiesi

Autunno vuol dire anche castagne e in Toscana se ne hanno alcune varietà molto pregiate. Sono un alimento versatile in cucina e oggi vi sveliamo la ricetta dei necci.

 

L’estate è ormai passata ed è arrivato il momento di appendere il costume al chiodo, ma non c’è da disperarsi perché ha lasciato il posto all’autunno con i suoi colori caldi, le giornate più fresche, i viali ricoperti di foglie… le castagne!

Tra i piatti della cucina toscana, in autunno, non possono mancare quelli a base di castagne che sono un alimento importantissimo.

Oltre ad avere un ottimo apporto calorico e proteico è semplice reperirle e in passato erano considerate il piatto dei poveri, soprattutto di coloro che vivevano in montagna.

Dove si trovano le castagne? In Toscana abbiamo l’imbarazzo della scelta, ci sono boschi di castagni sulle Alpi Apuane e sull’Appennino, in Lunigiana, in Garfagnana, nelle montagne del pistoiese e scendendo a sud nel Casentino e nel Monte Amiata.

Le castagne sono dei frutti pregiati della nostra regione e si contano alcune varietà molto importanti: la Castagna del Monte Amiata IGP, il Marrone del Mugello IGP, il Marrone di Caprese Michelangelo IGP e infine la Farina di Neccio della Garfagnana IGP.

Ogni varietà ha delle proprie caratteristiche che la rende unica nel suo genere.

Ad esempio la castagna amiatina può essere Cecio, grande, rotonda e molto dolce, Marrone di forma obovata-rotondeggiante o ovale ellittica ha un sapore delicato ed è molto pregiata, mentre la Rossa è ovale e di colore rossastro appunto.

Sono senza dubbio un prodotto molto versatile, infatti le castagne si possono consumare bollite in acqua e finocchio, arrosto, se ne può fare una farina, una marmellata oppure si possono mettere sotto spirito.

La ricetta più conosciuta è senza dubbio il castagnaccio, ma oggi vi proponiamo un’altra ricetta toscana squisita: i necci!

I necci sono tipici della zona di Pistoia utilizzati dai montanari come pane oppure come dessert, infatti possono essere dolci o salati.

Ecco la ricetta suggerita dal sito internet Te la do io Firenze:

– 250 gr di farina di castagne

– 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

– 1 tazza d’acqua

– Burro e sale q.b.

In una ciotola si deve creare una fontana di farina con al centro olio e sale.

Pian piano si inizia a mescolare aggiungendo acqua senza mai interrompere il movimento. Il composto ottenuto dovrà essere morbido e fluido.

La tradizione vuole che l’impasto venga cotto tra due piastre di ghisa roventi ma lo potete cuocere anche a casa come si fa con una crêpes. Basta passare un po’ di burro in una padella antiaderente calda, si versa un ramaiolo di impasto e lo si lascia cuocere per un minuto circo a fuoco vivo, fin quando non fa un po’ di crosticina. Dopodiché il neccio va girato per cuocerlo dall’altra parte.

Infine basta farcirli spalmando gli ingredienti che più preferite, lo arrotolate e il piatto è servito.

A questo punto c’è da scegliere il vino. La castagna è un alimento che ha una spiccata tendenza al dolce pertanto nel caso delle caldarroste vanno benissimo vini giovani e frizzanti come il Sangue di Giuda, la Bonarda o il Lambrusco.

Se invece le castagne fanno parte di preparazioni più importanti come primi e secondi c’è bisogno di un vino più strutturato come l’Aglianico del Vulture, mentre per i dolci a base di castagne via libera ai vini dolci come il Passito di Pantelleria, però noi che siamo toscani preferiamo sicuramente abbinare la ricetta al nostro Aleatico dell’Elba e al Vinsanto in tutte le sue sfaccettature.

Se provate la ricetta poi fateci sapere come è venuta!

Nel frattempo non perdetevi neanche un articolo del blog del Movimento Turismo del Vino Toscana per essere sempre aggiornati sulle novità dal mondo del vino. E non dimenticate di seguirci sui canali social Facebook, Twittere e Instagram!



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