“Fettunta” Toscana: Non chiamatela bruschetta!

“Fettunta” Toscana: Non chiamatela bruschetta!

Pane abbrustolito, aglio, olio d’oliva, sale e pepe: non c’è niente di più semplice della ricetta per preparare un’ottima fettunta Toscana. La tipica merenda che preparavano le nonne resta uno degli spuntini più sfiziosi della nostra tradizione. Ci sono anche squisite varianti e ottimi abbinamenti da considerare: scopriteli con noi! 

 

Specialità toscana, sorella della più nota “bruschetta” italiana, la fettunta – da scrivere rigorosamente tutto attaccato, alla toscana – si differenzia per la sua essenzialità negli ingredienti. La sua origine è nella cucina povera: nasce infatti nelle case contadine della Toscana, come modo per utilizzare il pane raffermo, renderlo croccante e quindi ancora buono. La sua fama ha superato i confini regionali, tanto da essere citata addirittura in una poesia comica di Aldo Fabrizi, attore e autore romano:

Ar tempo che la gente popolana

bruscava ancora er pane sur carbone,

a Roma lo chiamaveno “Cappone”

come “Fettunta” dicheno in Toscana.

 

L’efficacia del piatto è definita dalla qualità dei prodotti utilizzati. L’olio è ovviamente il protagonista della fettunta. Un passaggio chiave per la buona riuscita del piatto è poi lo spessore delle fette di pane: se troppo spesse, resteranno morbide al centro, e quindi spugnose; se tagliate troppo sottili, invece, saranno troppo abbrustolite e si spezzeranno in fase di realizzazione.

Ah, il pane deve essere ovviamente sciapo, senza sale, come nella migliore tradizione della nostra regione. Il pane sciocco è perfetto per la fettunta, poiché il sapore che deve spiccare, nei nostri palati, è quello dell’olio!

È importante poi strofinare, con uno spicchio d’aglio, tutta la superficie della fetta, per poi procedere a coprire completamente la fetta con l’olio. Per ungere in maniera uniforme il pane abbrustolito, la tradizione vorrebbe l’utilizzo del dito indice  ma può essere utilizzato anche un pennellino da cucina. Per finire, è bene aggiungere un pizzico di sale e un po’ di pepe nero.

 

Molte sono le varianti  della fettunta toscana: la ricetta classica è infatti una base che si presta ad aggiunte e variazioni creative. Una tipologia molto apprezzata è quella che vede l’aggiunta di cavolo nero. Per prepararla basta lessare un cavolo nero, dopo aver tolto la costa centrale, in acqua salata. Una volta lessato, passarlo in padella con aglio tritato e olio; dopodiché stenderlo sulla base croccante del pane abbrustolito.

 

Rimanendo entro i confini toscani, una speciale variante è quella con fagioli cannellini bolliti con aglio, salvia, peperoncino e pomodoro, conditi poi con olio e sale, e guarniti con una fetta di lardo di colonnata IGP!

 

Ma passiamo alle cose serie: l’abbinamento! Quale il migliore, se non con un bicchiere di vino rosso toscano? A questo punto, non ci resta che dire: buona fettunta a tutti!

 

 

 

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