I viaggi di Ms Grape: Pitigliano, Sovana e Sorano – le Vie Cave Etrusche

I viaggi di Ms Grape: Pitigliano, Sovana e Sorano – le Vie Cave Etrusche

Non so se avete mai sentito parlare delle vie cave etrusche: un intreccio di strade scavate nelle pareti di tufo che collegano i borghi di Sovana, Pitigliano e Sorano, nella parte più a sud, dove la Toscana confina con il Lazio. Immaginatevi delle stradine strette e tortuose scavate all’interno di alte pareti di tufo immerse nei boschi, dove poter scorgere di tanto in tanto immagini o resti religiosi o magari raccogliere da terra aculei di istrice da portare a casa come souvenir.

Sovana

Sovana è un piccolo borgo medioevale noto per essere  una delle prime città ad essere diventata cristiana in tutta la Toscana, grazie all’opera dell’evangelista San Mamiliano nel IV secolo. La storia del santo è accompagnata da una leggenda che parla di un tesoro, trasformata poi in un famoso romanzo: il Conte di Montecristo. Una visita senza dubbio la merita anche la necropoli etrusca appena fuori le mura del borgo, dove tra le altre, è possibile visitare anche la splendida tomba Ildebranda, che deve il suo nome a Ildebrando da Sovana, vissuto nell’XI secolo e salito al soglio pontificio con il nome di Papa Gregorio VII.

Sorano

Anche Sorano con i suoi vicoli stretti scavati nel tufo e affacciati a strapiombo sulla valle del torrente Lente vi rapirà. Un piccolo borgo carico di storia e con un’importante cultura gastronomica legata senza dubbio al caseificio, produttore del famoso stracchino di Sorano, lavorato fresco e all’antica maniera, senza l’aggiunta di conservanti.

Infine Pitigliano vi conquisterà già prima di raggiungerla: arroccata su un masso tufaceo vi sembrerà che il tempo qui si sia fermato. Conosciuta anche come la “Piccola Gerusalemme” Pitigliano, mantiene infatti una piccola comunità ebraica sviluppata già nel XVI secolo ad opera dei conti Orsini. Qui infatti, la cultura ebraica e quella cristiana si intrecciano armoniosamente tanto che tutt’oggi è possibile passeggiare nel ghetto ed acquistare prodotti kosher o lo sfratto, il dolce tipico di Pitigliano, dalla forma del bastone con il quale si bussava alle porte degli ebrei durante la guerra, per avvisarli che dovevano abbandonare la propria casa.

Pitigliano

Numerose sono infine anche le iniziative locali dedicate al vino e all’olio: proprio nelle prossime settimane infatti, a Pitigliano si svolgerà l’ormai tradizionale festa de “I santi vinai”, un’occasione per gustare vino novello e olio nuovo, prodotti dalle cantine della zona e accompagnati da carne e bruschette.

Tra le varie attività vi suggerisco di dedicare una parte del soggiorno alla visita delle cantine della zona, famosa per la produzione delle Doc Bianco di Pitigliano e Sovana.

Ad esempio a Sovana molto bella è la cantina Sassotondo  da cui poi potrete raggiungere Pitigliano e visitare Poggio al Tufo  per poi spostarvi verso Sorano dove far tappa alla Fattoria Aldobrandesca.

Andando invece verso il mare, nella zona di Manciano, vicino alle famose terme di Saturnia è possibile fare un tour tra le cantine Montauto, la Maliosa e Fattoria Acquaviva.

Insomma, spero di avervi dato lo spunto per organizzare la prossima gita fuori porta: una zona facilmente raggiungibile dalla antica strada Cassia per chi proviene dal nord o percorrendo la strada Aurelia per chi proviene dalla costa. Dei posti magici, che vi rimarranno impressi per la semplicità con cui vi accoglieranno.

Continua a seguire il nostro blog per conoscere gli itinerari di viaggio della nostra Ms Grape. Tanti contenuti anche sulle pagine Facebook, Twitter e Instagram di Movimento Turismo del Vino Toscana.



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